Sesto Fiorentino (FI) - Italia Wave Love Festival - luglio 2007

Autori partecipanti - PROFESSIONISTI
Akab, Ausonia, Riccardo Burchielli, Matteo Casali, Luigi Cavenago, Sergio Gerasi, Marco Hasmann, Gianluca Maconi, Bruno Olivieri, Alberto Pagliaro, Alberto Ponticelli, Massimo Semerano, Aleksandar Zograf
+ IUK (Italian Underground Komix)
Alberto Corradi, Massimo Giacon, Maicol e Mirco, David Vecchiato

Autori partecipanti - NON PROFESSIONISTI
Matteo Aversano, Fabio Babich, Marco Baiocco, Ferruccio Bellesi, Riccardo Bosoni, Tito - Tito Brasolin, Roberto Cirillo, Cristiano Crescenzi, Marco Dianti, Andrea Gadaldi, Giorgio Gualandris, Lucia Gulino, Michela Lanini, Francesco Ladisa, Fabio Lombardi, Antonio Marra, Agata Matteucci, Federico Mazzoncini, Maurizio Mugellini, Mattia Naliato, Diego Paura, Veronica Sebastiani, Folco Soffietti, Cristian Stenico, Alessandro Tarabelli, Michele Vasca, Angelo Zinna

Ci sono giorni, nella vita, in cui ti chiedi cosa possa spingere un autore a partecipare ad una 24 hour comics. Le risposte possono essere varie, ma tutte accomunate dalla passione per il fumetto, dalla voglia di divertirsi e di condividere un momento con amici e colleghi, quasi un tuffo nel passato, tra i banchi di scuola. E ecco allora quell’aria/aura da “evento storico”, stile gita all’estero oppure autogestione, per rimanere in tema scolastico. Via allo scambio di informazioni, contatti, materiale, sigarette (ahimé), gomme da masticare e dolci vari. E via anche alle mutue domande e suggerimenti sull’opera da realizzare in queste fantomatiche ventiquattro ore. Un gran bello spettacolo, davvero. Ed è tanto piacevole osservare i vari autori, tutti insieme all’opera e complici, che non puoi fare a meno di chiederti perché la natura abbia dotato solo loro di talento artistico e non ti abbia fornito le doti necessarie per poter partecipare.

Ci sono anche giorni, però, in cui ti chiedi cosa possa spingere un autore che partecipa alla 24 hour a resistere stoico mentre nello stand situato a pochi metri il fratello pazzo di Fat Boy Slim ha deciso di deliziare il pubblico con una miscela esplosiva di psichedelic-electronic-house-funk (o una cosa così), con la prospettiva di altre 19 ore di lavoro di fronte, per giunta! Questo è proprio quello che è successo lo scorso luglio in occasione della Ventiquattrore tenutasi all’interno dell’Italian Wave Love Festival di Firenze, in attesa del concerto di Vinicio Capossela. E oltre. Molto oltre…
Saranno stati gli influssi degli ultrasuoni sugli emisferi cerebrali degli artisti, saranno stati gli ettolitri di quella famosa bevanda che “ti mette le ali”, messa a loro disposizione (ma è vero che veniva data alle truppe americane in Vietnam e in seguito ritirata in tutta fretta per danni irreparabili al cervello e crisi nervose?), fatto sta che 45 autori, tra professionisti e non, hanno iniziato alle 18.00 del 21 luglio e ben il 95% di loro ha terminato entro le 18.00 del giorno successivo (un caro saluto a Riccardo Burchielli che ha resistito a lungo con encomiabile costanza, ma ha poi dovuto cedere alla stanchezza e ai malanni da privazione del sonno. Abbiamo predisposto una lapide commemorativa in suo onore che lo raffigura nelle vesti di Leonida, a futura memoria).

E così, mentre nei backstage della manifestazione (luoghi di perdizione, ve l’assicuro!) veniva consumata la tragedia, l’ignominioso furto dei panini vegetariani degli Hormonauts, i nostri si mettevano all’opera, indefessi, e scrivevano, disegnavano, dipingevano, si arrabbiavano, stracciavano, temperavano, ricominciavano (tranne Akab: lui perdeva tempo); il tutto chirurgicamente documentato dalle foto di Ausonia. Momenti topici l’arrivo del catering (e delle birre, soprattutto) e della tanto sospirata macchinetta per il caffè (sembra sia stato anche sacrificato un passante agli dei per ottenerla), da tutti acclamata a gran voce e da Akab utilizzata per realizzare un colore per le sue tavole (artisti – dice – che ci vuoi fare?). Persino il dormitorio, “saggiamente” collocato dietro la postazione dei deejay, è stato ignorato dagli autori che hanno veramente dato una prova di professionalità e resistenza – ci mettiamo anche la sanità mentale? – degna dei 300 alle Termopili.
Grande soddisfazione per l’incredibile quantità di persone che si è riversata tra i banchi di lavoro a fine concerti, incuriosita dagli artisti al lavoro e desiderosa di informazioni e di scambiare due chiacchere con loro. È stato un momento appagante e rigenerante per i nostri, che si sono rituffati a capofitto sulle loro creazioni. Da lì al mattino è stato un passo (facciamo anche qualcuno in più, diciamo una maratona…), poi via alle prime consegne. E nuova, grande dimostrazione di passione e solidarietà nel vedere gli autori che avevano terminato fermarsi ad aspettare i colleghi per incoraggiarli o anche solo per confortarli con la loro presenza. Ci piace pensare, in verità, con un pizzico d’orgoglio e soddisfazione che, essendosi divertiti sino a quel momento, di andarsene non ne avevano poi così tanta voglia. Del resto solo così si spiega il partecipato dibattito artistico-cinematografico che ha visto coinvolti lo staff, Massimo Semerano, Ausonia e Gianluca Maconi. E nominiamo testimonial di questa nostra convinzione Bruno Olivieri: fidatevi e altro non chiedete. Ci sono cose che voi umani…

Alla metà del pomeriggio i giochi erano praticamente fatti, con pochi artisti ancora al lavoro e Luigi Cavenago e Marco Hasmann già proiettati su nuovi progetti. Dove avranno trovato la forza chiedetelo a loro: eravamo troppo impegnati a disturbare Akab facendo gioco di squadra con Alberto Pagliaro e Alberto Ponticelli. E mentre Matteo Casali e Sergio Gerasi, impeccabili per tutta la durata dell’evento (anche se giungono voci che la dipartita di Burchielli dipenda proprio da loro e la scomparsa dei panini degli Hormonauts da quest’utimo…), si accingevano a preparare armi e bagagli e Aleksandar Zograf proseguiva imperterrito le sue illustrazioni, quasi avesse davanti a se ben più che la manciata di ore restanti, un soffio di vento, giunto da chissà dove, mischiava tavole e cercava, inutilmente, di gettare un po’ di scompiglio tra gli ultimi artisti ancora chini sui fogli. Ma a nulla è valso: tutti hanno proseguito, profondamente determinati a giungere fino in fondo, a dar prova di una professionalità e di un attaccamento degni soltanto dei migliori.

E così, quasi in un battere d’occhi, ci siamo ritrovati soli tra i tavoli, con pile di cartellette contenenti i preziosi frutti di tale fatica. Tutti, uno ad uno, se n’erano andati, agognanti il tanto sospirato riposo; scomparsi durante un attimo di assopimento o di distrazione o anche del solo, lento batter di ciglia. O forse la ragione è di quel giovante artista che, in preda a sacro furore, aveva vaticinato, nella notte, tremende parole:

Vennero in cento, le matite mangia disegnatore
Vennero per mangiare l’autore
Lo sventurato che per ventiquattrore
Aveva disegnato fino al “si muore”.


Link utili:
Il sito Italia Wave Love Festival
La diretta dell'evento
Le biografie degli autori professionisti: www.24hic.it/post.php?id=3953